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Mega allevamenti e la resistenza del Polesine

Basta allevamenti intensivi

I cittadini che vivono nell’area del Delta del Po devono stare chiusi in casa dalla puzza e l’aria fetida brucia i loro occhi. Molti sono gli allevamenti in via di approvazione o ampliamento. Fra questi, a Corbole, i cittadini hanno costituito un comitato contro l’approvazione di un allevamento che produrrà circa 345.000 polli a ciclo (ogni 40 giorni).

A pochi chilometri, a Polesine Camerini il comitato “No Polli” è riuscito, grazie anche alla nostra pressione, a impedire la costruzione di 3 mega allevamenti. Questo significa che abbiamo risparmiato a oltre 2 milioni di animali a ciclo una vita infernale all’interno di capannoni spogli e puzzolenti. E abbiamo contribuito alla difesa della più importante zona umida italiana, e al benessere degli abitanti del posto.

Ma ciò non vuole dire che la nostra battaglia contro gli allevamenti intensivi di Polesine Camerini e del Delta del Po si sia conclusa.
L’allevamento a Corbole non deve essere costruito, ma non è più possibile pensare a questa zona preziosa per la sua biodiversità, valutando caso per caso ogni singolo allevamento. E’ necessario che la Regione e il Ministero dell’Ambiente si assumano la responsabilità di scegliere il futuro di quest’area: la vocazione naturalistica e turistica, oppure un "pollaio intensivo".

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Contesto

Porto Tolle, Taglio di Po, Polesine Camerini sono tutti paesi che si trovano nell’area del Delta del Po, la più importante zona umida italiana, con grande valenza ambientale, ricca di biodiversità e Patrimonio dell’Unesco. Questi paesi sono a ridosso del Parco del Delta del Po, per una parte in Veneto e per l’altra in Emilia Romagna. Nonostante questi paesi siano fuori dal Parco, il sistema idraulico che caratterizza tutta l’area del Delta– sia del parco che quella contigua – di fatto rende impossibile creare confini netti.

Nella provincia di Rovigo, negli ultimi 7 anni sono stati costruiti, o sono in via di approvazione e/o ampliamento 49 allevamenti. Di questi, 21 si trovano nell’area del Delta e si vanno a sommare a quelli precedentemente costruiti. I nuovi allevamenti che verranno costruiti sono a tutti gli effetti dei mega impianti.

A Polesine Camerini, un paesino di circa 700 abitanti, è stato approvato un progetto che prevede la costruzione di 4 mega allevamenti - di cui appunto 3 bloccati:

  • 7 capannoni per un numero di capi di 674520 a ciclo
  • 8 capannoni per un numero di capi di 887304 / ciclo di polli e 735.976 di faraone/ciclo
  • 8 capannoni per un numero di capi di 768240/ciclo di polli e 324280 di faraone/ciclo
  • e uno già approvato da 380.000 polli

I cittadini denunciano che questi allevamenti potrebbero avere sulle loro vite:

  • aumento importante del traffico pesante (circa 30 viaggi al giorno secondo i loro calcoli)
  • cattivi odori
  • un taglio netto alla vocazione ambientale e turistica del Delta del Po

Mega allevamenti e la resistenza del Polesine

Paure fondate

A pochi chilometri da Polesine Camerini, a Taglio di Po, ci sono già dei mega allevamenti. E sempre lì vicino fra Porto Tolle e Taglio di Po, a pochi metri dall’argine del fiume, un mega allevamento di galline che alleva su più piani, e attualmente ha una capacità di 800.000 animali, ha chiesto un ampliamento per passare a più di 1,4 milioni di galline per ciclo.

Manca una valutazione strategica

Il Delta del Po è un territorio a grande vocazione turistica e naturalistica. Ma soprattutto è una follia costruire allevamenti intensivi in una zona a rischio di influenza aviaria dove si sono già verificati focolai con relativi abbattimenti di centinaia di migliaia di animali negli allevamenti.

Uniamoci ai cittadini di questi territori e chiediamo al Ministro dell’Ambiente e al Presidente della Regione Veneto con una petizione di aprire un dibattito sul futuro dell’ecosistema del Delta del Po affinché non venga distrutto dall’allevamento intensivo.

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