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Per un futuro senza allevamenti intensivi

Gli allevamenti intensivi rappresentano l’ambiente perfetto per la diffusione di batteri e virus che possono minacciare anche la salute umana.

Quando sono allevati intensivamente gli animali vivono in condizioni di stress e sovraffollamento, spesso tra le loro stesse feci. Questo causa un indebolimento del loro sistema immunitario, rendendo spesso necessario l’abuso di antibiotici al fine di mantenerli in vita a tutti i costi.

Importanti autorità scientifiche sono ormai concordi sul fatto che la produzione intensiva di prodotti di origine animale aumenti il rischio di diffusione di altre epidemie.

Ci troviamo in un momento di svolta epocale.
Il momento di agire è adesso

Entra in azione

Queste pratiche crudeli, alla base dei sistemi di allevamento intensivi, aumentano le possibilità che altre malattie infettive si diffondano tra gli animali con il rischio di essere trasmesse anche all'uomo.

Agisci oggi insieme a noi per richiedere alle maggiori organizzazioni internazionali - Banca Mondiale, Banca Europea per la ricostruzione e lo sviluppo, Società finanziaria internazionale, Organizzazione mondiale della sanità, Organizzazione mondiale per la salute animale, Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) - e al nostro Governo di mettere fine agli allevamenti intensivi e proteggere il nostro futuro.

Chiedi insieme a noi un futuro in cui il rischio di diffusione di nuove epidemie e pandemie sia ridotto, in difesa della nostra salute, nel rispetto del pianeta e del benessere degli animali.

Perché l’allevamento intensivo rappresenta un rischio per l’insorgere di nuove pandemie?

Il nostro ultimo report 'Alimentare il futuro. Come diminuire i rischi di nuove pandemie?' si concentra proprio sul rischio che la prossima epidemia emerga dagli allevamenti intensivi, dove gli animali vivono stipati in condizioni di sovraffollamento: un habitat perfetto per virus e batteri e un terreno fertile per l'insorgere di malattie.

  • Secondo i CDC USA (Centers for Disease Control and Prevention - Centri per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie) tre su quattro delle malattie infettive emergenti che colpiscono l’essere umano, sono trasmesse dagli animali. Possiamo citare tra queste infezioni da Escherichia Coli (E. Coli), Campylobacter, Salmonella einfluenza aviaria e influenza suina;
  • A livello globale, fino al 70% degli antibiotici viene somministrato agli animali da allevamento - la condizione ideale per favorire lo sviluppo di batteri resistenti agli antibiotici;
  • Gli allevamenti intensivi sono fra le più importanti cause di perdita di biodiversità. Questo aumenta il rischio di nuove pandemie.
Entra in azione
Per proteggere la nostra salute e quella del pianeta il sistema di allevamento deve cambiare. Subito!

Gli animali devono potersi muoversi liberamente, all’aperto, non essere ammassati in capanni al chiuso o, ancora peggio, in gabbie anguste.

Con animali sani e liberi di poter esprimere i propri comportamenti naturali, i batteri non avranno più un habitat per proliferare. Saranno inoltre necessari meno antibiotici e questi farmaci salvavita continueranno a essere efficaci per l'uso umano.

L’allevamento intensivo non è solo un rischio per la nostra salute, è una pratica crudele che causa sofferenze profonde agli animali e contribuisce all’intensificazione della crisi climatica.

La nostra eccessiva dipendenza da prodotti di origine animale di bassa qualità, allevati intensivamente ha impatti gravissimi: riduce gli habitat della fauna selvatica, inquina aria e acqua e necessita di grande quantità di cereali, impiegati come mangimi, coltivati causando la deforestazione di vaste aree ricche di biodiversità.

Dobbiamo iniziare a interagire con gli animali in un modo completamente diverso.

Per salvare il pianeta e assicurare un futuro sano e sicuro per le persone dobbiamo porre fine all’allevamento intensivo e alla sofferenza di miliardi di animali nel mondo.

Il momento di agire è questo. Il nostro futuro è adesso.

FONTI

Firma la petizione per costruire insieme un futuro senza allevamento intensivo.

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