Grazie! I tuoi dati con noi sono al sicuro e non verranno venduti o ceduti a terze parti. Tutte le nostre email includeranno sempre un link per annullare l’iscrizione. Qui puoi trovare ulteriori dettagli. Attenzione: se scegli questa opzione non riceverai più le nostre email su come fermare la crudeltà degli allevamenti intensivi. Se ricevi già le nostre email, selezionando ‘no’ smetteremo di inviartele.

Mega allevamenti e la resistenza del Polesine

“Quando a sera, tira l’aria verso la casa, mi tocca chiudere tutto”

“Abbiamo fatto una sollevazione popolare quando abbiamo saputo che questi allevamenti sarebbero stati insediati”

I cittadini che vivono nell’area del Delta del Po devono stare chiusi in casa dalla puzza e l’aria fetida brucia i loro occhi. A Polesine Camerini è nato il comitato “No Polli” che cerca di impedire la costruzione di 4 mega allevamenti. Noi ci uniamo a loro nel dire STOP agli allevamenti intensivi che rendono InSOSstenibile la vita di molti per il profitto a breve termine di pochi.

Dove siamo

Porto Tolle, Taglio di Po, Polesine Camerini sono tutti paesi che si trovano nell’area del Delta del Po, la più importante zona umida italiana, con grande valenza ambientale, ricca di biodiversità e Patrimonio dell’Unesco. Questi paesi sono a ridosso del Parco del Delta del Po, per una parte in Veneto e per l’altra in Emilia Romagna. Nonostante questi paesi siano fuori dal Parco, il sistema idraulico che caratterizza tutta l’area del Delta– sia del parco che quella contigua – di fatto rende impossibile creare confini netti.

Cosa sta accadendo

Nella provincia di Rovigo, negli ultimi 7 anni sono stati costruiti, o sono in via di approvazione e/o ampliamento 49 allevamenti. Di questi, 21 si trovano nell’area del Delta e si vanno a sommare a quelli precedentemente costruiti. I nuovi allevamenti che verranno costruiti sono a tutti gli effetti dei mega impianti.

A Polesine Camerini, un paesino di circa 700 abitanti, è stato approvato un progetto che prevede la costruzione di 4 mega allevamenti da:

  • 7 capannoni per un numero di capi di 674520 a ciclo
  • 8 capannoni per un numero di capi di 887304 / ciclo di polli e 735.976 di faraone/ciclo
  • 8 capannoni per un numero di capi di 768240/ciclo di polli e 324280 di faraone/ciclo
  • e uno già approvato da 380.000 polli

I cittadini sono spaventati dall’impatto che questi allevamenti potrebbero avere sulle loro vite:

  • aumento importante del traffico pesante (circa 30 viaggi al giorno secondo i loro calcoli)
  • cattivi odori
  • un taglio netto alla vocazione ambientale e turistica del Delta del Po

 

Paure fondate

A pochi chilometri da Polesine Camerini, a Taglio di Po, ci sono già dei mega allevamenti. E sempre lì vicino fra Porto Tolle e Taglio di Po, a pochi metri dall’argine del fiume, un mega allevamento di galline che alleva su più piani, e attualmente ha una capacità di 800.000 animali, ha chiesto un ampliamento per passare a più di 1,4 milioni di galline per ciclo.

 

Manca una valutazione strategica

Gli allevamenti in fase di approvazione vengono portati avanti senza una valutazione strategica di impatto ambientale. Il Delta del Po è un territorio a grande vocazione turistica e naturalistica. Ma soprattutto è una follia costruire allevamenti intensivi in una zona a rischio di influenza aviaria dove si sono già verificati focolai con relativi abbattimenti di centinaia di migliaia di animali negli allevamenti.

ENTRA IN AZIONE

Uniamoci ai cittadini di questi territori e chiediamo al Ministro dell’Ambiente e al Presidente della Regione Zaia con una petizione di bloccare la costruzione di altri allevamenti e di aprire un dibattito sul futuro dell’ecosistema del Delta del Po affinché non venga distrutto dall’allevamento intensivo.