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Un polpo libero su un fondale marino.

La loro casa è il mare

Cosa puoi fare

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La battaglia contro l’allevamento dei polpi non è ancora vinta.

Dopo cinque anni di campagne, nel luglio 2026 abbiamo ottenuto una grande vittoria: Nueva Pescanova ha annunciato di aver rinunciato al progetto di costruire nelle Isole Canarie il primo allevamento di polpi al mondo.

Ma la minaccia resta. Nuovi progetti di allevamento potrebbero sorgere in Spagna, Giappone e Messico, con gravi conseguenze per il benessere animale, la sicurezza alimentare e la salute dei nostri oceani.

I polpi sono animali straordinariamente intelligenti e sensibili, abituati a vivere in solitudine. Costringerli in vasche per allevarli sarebbe una pratica crudele, fonte di sofferenze estreme. Non è possibile allevarli garantendo il rispetto del loro benessere, né esistono metodi per macellarli senza causare loro dolore.

Alle enormi sofferenze inflitte agli animali si aggiunge un pesante impatto ambientale. Allevare polpi e altre specie carnivore, come i tonni, richiede infatti grandi quantità di pesce selvatico da trasformare in mangime. Questa pratica impoverisce i nostri mari, sottraendo risorse fondamentali agli ecosistemi marini e alle comunità costiere che dipendono da esse per il cibo e il proprio sostentamento.

Per questo chiediamo al Governo italiano di rispettare gli impegni assunti per arrestare la perdita di biodiversità entro il 2030: fermare l’espansione dell’acquacoltura carnivora e impedire l’apertura di nuovi allevamenti di specie come polpi e tonni.

Firma oggi la nostra petizione: gli oceani non devono diventare la nuova frontiera dell’allevamento intensivo.

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Spargi la voce

Aiutaci a diffondere il messaggio: i progetti per avviare l'allevamento di polpi e l’espansione degli allevamenti di altre specie carnivore minacciano animali selvatici e oceani già sotto pressione. Condividi la campagna con amici, amiche e familiari: più persone la firmano, più forte sarà la nostra richiesta di fermare questi allevamenti.

Un polpo in primo piano che allunga i tentacoli verso l'obiettivo fotografico.

Perché è importante agire ora

I governi si sono impegnati a fermare la perdita di biodiversità entro il 2030, ma le politiche attuali non affrontano i danni crescenti causati dall’espansione dell’acquacoltura carnivora.

Agendo ora, i governi possono proteggere la biodiversità marina, lasciare gli animali acquatici selvatici liberi in natura e prevenire un ulteriore sfruttamento dei nostri oceani.

Chiediamo al Governo italiano e agli altri leader mondiali di:

  • Fermare la pesca eccessiva destinata alla produzione di mangimi, limitando l’uso di pesci selvatici, proteggendo le reti alimentari marine e migliorando la trasparenza delle filiere.
  • Bloccare nuovi allevamenti di nuove specie carnivore, come tonni e polpi, che dipendono da altri pesci per la loro alimentazione.
  • Porre fine ai sussidi dannosi e reindirizzare i finanziamenti verso soluzioni più sostenibili e rigenerative, tra cui l’allevamento di bivalvi come cozze o ostriche e la coltivazione di alghe.
  • Garantire che le regole del commercio globale proteggano la vita marina, anche valutando l’inserimento del tonno rosso dell’Atlantico nella CITES.

Per approfondire, leggi il testo della petizione.

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Oggi puoi fare la differenza: aiutaci a fermare sul nascere l’allevamento di polpi, proteggendo milioni di animali acquatici e salvaguardando i nostri oceani.

Fermiamo l'allevamento di polpi: lasciamoli liberi e selvatici

 

La tua voce può aiutarci a ottenere un divieto preventivo dell’allevamento di polpi, prima che nuovi impianti possano avviarlo.

Chiedi al Governo italiano di rispettare gli impegni assunti per arrestare la perdita di biodiversità: fermare l’espansione degli allevamenti di specie carnivore e vietare l’apertura di allevamenti di polpi.

Firma la petizione!

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Foto: CIWF