Petizione
Al Governo italiano
I governi si sono impegnati, nell’ambito della Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD) e del Kunming–Montreal Global Biodiversity Framework (GBF), a fermare e invertire la perdita di biodiversità entro il 2030, anche attraverso lo sviluppo e l’attuazione delle Strategie e dei Piani d’Azione Nazionali per la Biodiversità (NBSAP).
Eppure, le politiche attuali e gli NBSAP esistenti non affrontano in modo sufficiente la crescente pressione esercitata dall’acquacoltura carnivora, come l’ingrasso dei tonni e i progetti di allevamento di polpi. Queste industrie aumentano la pressione sulle popolazioni di pesci selvatici — in particolare sui pesci foraggio —, sulle reti alimentari e sugli ecosistemi marini.
Chiediamo al Governo italiano di rafforzare e attuare le proprie Strategie e i propri Piani d’Azione Nazionali per la Biodiversità, in linea con gli impegni assunti con il Kunming–Montreal Global Biodiversity Framework, per garantire che lo sviluppo dell’acquacoltura sostenga, anziché compromettere, gli obiettivi di biodiversità.
Di seguito, le nostre richieste:
- Garantire che lo sviluppo dell’acquacoltura non alimenti la pesca eccessiva, il degrado degli ecosistemi o l’esaurimento di specie foraggio fondamentali, attraverso:
- la definizione di limiti basati sugli ecosistemi all’uso di input derivati da pesci selvatici — inclusi pesci foraggio, farina di pesce e olio di pesce utilizzati nei mangimi;
- la priorità all’integrità delle reti alimentari marine e alla tutela della sicurezza alimentare e dei mezzi di sussistenza delle comunità costiere;
- il rafforzamento del monitoraggio, della rendicontazione, della tracciabilità e della trasparenza delle filiere dell’acquacoltura.
(Obiettivi CBD 5 e 9 — uso e gestione sostenibili delle specie selvatiche)
- Applicare il principio di precauzione all’espansione dell’acquacoltura carnivora, attraverso:
- l’applicazione del principio di precauzione allo sviluppo dell’acquacoltura che coinvolge specie ad alto livello trofico, come tonni e polpi;
- la sospensione del rilascio di nuovi permessi per l’allevamento di specie ad alto livello trofico e dipendenti dai mangimi — inclusi tonni e polpi — laddove permangano rischi significativi per la biodiversità, evitando espansioni che potrebbero consolidare impatti ecologici di lungo periodo.
(Obiettivi CBD 10 e 1 — acquacoltura sostenibile e riduzione della perdita di biodiversità)
- Riformare i sussidi e reindirizzare la finanza pubblica verso obiettivi di biodiversità, attraverso:
- l’individuazione e la riforma dei sussidi e degli incentivi finanziari che favoriscono l’espansione insostenibile dell’acquacoltura;
- il reindirizzamento della finanza pubblica verso sistemi di acquacoltura a basso impatto, riparativi e non alimentati con mangimi, come bivalvi e alghe.
(Obiettivo CBD 18 — riforma dei sussidi dannosi)
- Rafforzare la coerenza delle politiche tra biodiversità e quadri normativi sul commercio internazionale, attraverso:
- la valutazione, in linea con il principio di precauzione, dell’inclusione del tonno rosso dell’Atlantico (Thunnus thynnus) nell’Appendice II della CITES;
- la garanzia che il commercio internazionale di specie acquatiche non comprometta gli obiettivi di biodiversità né aumenti la pressione sulle popolazioni selvatiche;
- il rafforzamento della coerenza tra gli impegni della CBD, l’attuazione degli NBSAP e i quadri normativi sul commercio internazionale, inclusa la CITES.
(Obiettivi CBD 5 e 9 — uso e commercio sostenibili delle specie selvatiche)