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Alcuni tonni selvatici nuotano all'interno di gabbie sottomarine.

Tonno rosso dell’Atlantico: dall'oceano a una gabbia

Cosa puoi fare

Firma la petizione

Con l’espansione dell’allevamento di tonni, un numero crescente di tonni rossi dell’Atlantico selvatici viene catturato in mare per rifornire l’industria: una pratica che ha già spinto la specie sull’orlo del collasso.

I tonni rossi dell’Atlantico sono predatori selvatici e migratori, profondamente inadatti alla vita in cattività. Non esiste un modo di allevarli che sia rispettoso. Inoltre, l’allevamento di tonni dipende dalla cattura di enormi quantità di altri pesci selvatici destinati alla loro alimentazione. Ciò aumenta ulteriormente la pressione su ecosistemi marini già in difficoltà e sulle comunità costiere che da essi dipendono.

L’espansione dell’allevamento di tonni è il segnale di allarme di un problema molto più ampio. Man mano che l’acquacoltura si estende ad altre specie carnivore, come anche i polpi, rischiamo di accelerare la perdita di biodiversità e di sfruttare ancora di più animali selvatici e oceani già sotto pressione.

Per questo chiediamo al Governo italiano di rispettare gli impegni presi per fermare la perdita di biodiversità entro il 2030, introducendo una moratoria immediata sugli allevamenti di tonni.

Firma oggi la petizione: chiediamo ai responsabili politici di mantenere le promesse fatte e fermare l’espansione degli allevamenti di tonni. Gli oceani non devono diventare la nuova frontiera dell’allevamento intensivo.

Firma ora

Spargi la voce

Aiutaci a diffondere il messaggio: l’espansione degli allevamenti di tonni e di altre specie carnivore minaccia animali selvatici e oceani già sotto pressione.

Condividi la campagna con amici, amiche e familiari: più persone la firmano, più forte sarà la nostra richiesta di fermare questi allevamenti.

Alcune gabbie circolari sottomarine utilizzate per l'allevamento di tonno.

Perché è importante agire ora

I governi si sono impegnati a fermare la perdita di biodiversità entro il 2030, ma le politiche attuali non affrontano i danni crescenti causati dall’espansione dell’acquacoltura carnivora.

Agendo ora, i governi possono proteggere la biodiversità marina, lasciare gli animali acquatici selvatici liberi in natura e prevenire un ulteriore sfruttamento dei nostri oceani.

Chiediamo al Governo italiano e agli altri leader mondiali di:

  • Fermare la pesca eccessiva destinata alla produzione di mangimi, limitando l’uso di pesci selvatici, proteggendo le reti alimentari marine e migliorando la trasparenza delle filiere.
  • Bloccare nuovi allevamenti di nuove specie carnivore, come tonni e polpi, che dipendono da altri pesci per la loro alimentazione.
  • Porre fine ai sussidi dannosi e reindirizzare i finanziamenti verso soluzioni più sostenibili e rigenerative, tra cui l’allevamento di bivalvi come cozze o ostriche e la coltivazione di alghe.
  • Garantire che le regole del commercio globale proteggano la vita marina, anche valutando l’inserimento del tonno rosso dell’Atlantico nella CITES.

Per approfondire, si rimanda al testo della petizione.

0 hanno già firmato E tu?

 

Oggi hai l’opportunità di contribuire a fermare l’espansione dell’allevamento di tonni, tutelando milioni di animali acquatici e gli oceani.

Stop all'allevamento di tonni: il loro posto è nel mare

 

La tua voce può contribuire a fermare l’espansione di questo modello di allevamento dannoso.

Chiedi al Governo italiano di rispettare l’impegno preso per fermare la perdita di biodiversità, lasciando che i tonni restino ciò che sono: animali selvatici per natura, che appartengono al mare.

Firma la petizione!

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Immagine di sfondo principale: Cristian Patilea / Getty Images