Un paese a pascolo zero

Quando pensiamo alla produzione di latte e formaggio, ci viene in mente l’immagine di vacche che pascolano liberamente nei prati, ma purtroppo la realtà, nel nostro paese, è molto diversa.

La maggior parte dei due milioni di vacche da latte allevate in Italia attualmente passa tutta la propria breve vita al coperto facendo una sola cosa: produrre latte.

L’allevamento intensivo ha sostituito il metodo naturale del pascolo con la pratica di tenere gli animali imprigionati in capannoni. Gli animali vengono nutriti con cereali (in Italia circa il 50% dei cereali coltivati è destinato agli animali).

Come spiega Philip Lymbery, CEO di Ciwf, nel capitolo dedicato all’Italia del suo ultimo libro, Dead Zone, l’allevamento e l’agricoltura intensivi in Italia non solo non rispettano il benessere animale ma hanno anche un impatto negativo sull’ambiente e sulla biodiversità. Inquinamento, alterazione degli ecosistemi naturali, monoculture che fanno largo uso di pesticidi: tutti fenomeni connessi che hanno come denominatore comune l’allevamento intensivo.

I consumatori hanno il diritto di poter conoscere il metodo di allevamento da cui provengono i prodotti di origine animale. Per i prodotti lattiero-caseari, in Italia, non esiste nessun tipo di etichettatura, né obbligatoria né volontaria.

Chiediamo al Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina che sia introdotta al più presto un’etichettatura volontaria secondo il metodo di allevamento per questo tipo di prodotti.

Un altro modo di allevare è possibile: un equilibrio naturale in cui il pascolo garantisce una buona qualità di vita agli animali, un prodotto alimentare di qualità migliore e contemporaneamente contribuisce a mantenere vivi gli ecosistemi, sostenendo la biodiversità.

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L’allevamento delle vacche da latte in Italia è, nella maggior parte dei casi, a carattere intensivo e a pascolo zero. Trasformati in macchine da latte, questi animali trascorrono tutta la loro breve vita in capannoni chiusi, senza mai calpestare un filo d’erba.

Agisci ora per chiedere al Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina un'etichettatura volontaria secondo il metodo di allevamento per i prodotti lattiero-caseari. Compilando il form sottoscriverai la petizione.