Stop alle esportazioni illegali in Turchia

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Nuove sconvolgenti immagini dal confine tra Bulgaria e Turchia. Bovini, tra cui anche vacche gravide, partiti da alcuni Stati Membri tra cui l’Italia, attendono per ore il loro lasciapassare tra sofferenza, agonia e morte.

 

Chiedi subito alla Commissione Europea e agli Stati coinvolti di smettere di addossarsi reciprocamente le responsabilità e intervenire subito per bloccare le esportazioni verso la Turchia. Ci sono arrivate nuove terribili immagini dai colleghi di AWF | TSB Zürich e Eyes On Animals, dal confine turco. Nello scorso giugno si sono recati lì, e hanno testimoniato la peggiore sofferenza mai vista in quelle zone.

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Dai filmati originali, abbiamo prodotto due video (una versione adatta ad un pubblico più sensibile e una integrale), per diffondere le sconvolgenti atrocità che vengono inflitte sugli animali in transito. Sono immagini forti e devastanti di atti di violenza compiuti senza pietà.

Con questa nuova video inchiesta, vogliamo ribadire la necessità di vietare le esportazioni dall’Unione Europea verso Paesi extra UE per porre fine alla sofferenza di milioni di animali ogni anno. Finchè il divieto non entrerà in vigore, dobbiamo agire velocemente per evitare che i Paesi europei, tra cui l’Italia, continuino ad approvare esportazioni di animali vivi verso la Turchia.

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Su questa rotta può accadere che gli animali vengano trattenuti per giorni alla frontiera, stipati nei camion, in condizioni igieniche spaventose. Affamati e assetati, spesso finiscono per mangiare le loro stesse deiezioni.

Se scaricati, i recinti sono sotto il sole, senza aree all’ombra. Alcune vacche hanno partorito mentre venivano girate le immagini dell’inchiesta, e sappiamo bene che il futuro dei vitellini appena nati è già drammaticamente segnato.

Gli Stati Membri, compreso il nostro, non dovrebbero approvare le esportazioni verso la Turchia. Le attese dei camion alla frontiera sono note, le operazioni di carico scarico sono difficoltose, l’approvvigionamento di acqua e cibo è lungo e problematico. La Commissione sta ora valutando eventuali procedure di infrazione, ma non è sufficiente per fermare questo massacro. Dobbiamo continuare a fare sentire la nostra indignazione.

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Firma la petizione così potremo inviare al Ministro della Salute italiano con delega per il benessere animale questo messaggio